| Tabù |
Il nuovo attesissimo album di Remo Anzovino |
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Nel disco partecipano oltre ai due fedelissimi Marco Anzovino alle chitarre classiche, acustiche, elettriche, percussive e Gianni Fassetta alla fisarmonica, alcuni musicisti della stessa generazione di Anzovino, talenti in crescita il cui percorso si è già affiancato con il suo, come Danilo Gallo al contrabbasso e basso acustico, U. T. Gandhi alla batteria e percussioni, Mauro Ottolini al trombone, Nevio Zaninotto al sax soprano.

Nei migliori negozi di dischi.
Dal 17 settembre primo nella classifica degli album jazz di iTunes;
disponibile anche in tutte le piattaforme di digital download.
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Remo Anzovino è tra i più giovani, sorprendenti compositori oggi in Italia in circolazione.
Un innovatore, a detta di molti critici.
Classe 1976, è nato e vive a Pordenone, e sin da giovanissimo lavora nella musica per il cinema, per il teatro e per la pubblicità Accumulando una notevole esperienza di bottega. Ma non solo. Anzovino è anche un brillante avvocato penalista.
Dopo un primo ingaggio da parte della storica Cineteca di Bologna, ha composto le musiche per i più importanti capolavori del cinema muto (che gli sono valsi prestigiosi premi e riconoscimenti) collaborando con importanti cineteche e partecipando con musiche di sua composizione in importanti festival internazionali.

Tabù è il suo secondo album, che giunge dopo il successo di Dispari, tra i dischi-rivelazione del 2006, giunto alla terza ristampa e attualmente ancora presente nella top ten 50 nella sezione jazz dello store di iTunes.
Tabù esce con la nuova etichetta Odd Times Records, distribuito in tutto il mondo da Egea. E’ una raccolta di dodici composizioni, un concept-album in cui Anzovino ha esplorato, attraverso una riflessione in musica sulle trasgressioni contemporanee, nuovi linguaggi musicali, con particolare attenzione ai ritmi, alle danze, alla ballabilità, focalizzando e selezionando, come in un misterioso puzzle, i tasselli di un originale concept album.
In Tabù emerge pienamente il suo stile senza tempo che affonda le radici nella musica popolare del passato e proietta il suono verso un nuovo stile musicale denso di attualità e modernità.
Remo racconta storie senza parole e nell'equilibrio raggiunto tra il narrare ed il fotografare la sua musica diventa un vero e proprio ascolto visivo, vere e proprie visioni sonore : da Tabù, title track che apre l’album, che fonde un ritmo tribale e dionisiaco ad una scala di pianoforte dal sapore molto europeo ed aristocratico per esplodere nella danza del mondo cantata dalla voce popolare della fisarmonica; a Son, che sulla pulsazione quasi punk-rock del contrabbasso costruisce il richiamo al cuore di un bambino e disegna con il suono cristallino del pianoforte una preghiera asciutta e piena di pathos per il figlio di questo mondo malato e dove la chitarra elettrica del fratello Marco Anzovino apre scenari on the road pieni di America e di storia; ad Amante, una milonga che descrive la trasgressione di amare, un vero e proprio passo a due con i propri istinti e con i ricordi che a volte sono rimorsi; a Metropolitan, con i ritmi multiculturali della città dove la frenesia copre con i suoi rumori l’assenza di calore umano, e l’uomo si perde nell’anonimato di moltitudini di suoi simili alla fermata del metrò; a Sambanero, che è come dire ghiaccio bollente, unire il Samba (la gioia) al colore nero (della morte), parlare della morte esorcizzandola con un ritmo che ne rende il canto della melodia struggente e lieve; e poi arriva il piano solo di Deriva, come un’isola in mezzo al mare dove l’Artista è finito con la sua zattera, il suo strumento, la sua musica e cerca di capire dove portare la musica.
Deriva dei sentimenti. Gioca Anzovino con il tabù di tutti quelli che suonano il pianoforte – quello di fare note veloci - ed ironizza sul fatto che per fare una musica spesso bastano anche solo Due dita.
Ma il suo obiettivo ci porta anche Dentro le mura, dove sul pentagramma Anzovino gira un cortometraggio tutto in soggettiva su chi è costretto in una cella, con il coraggio di farci vedere la condizione del reietto e di infrangere un altro Tabù, restituendo a chi ascolta lo specchio della condizione di ognuno di noi, prigioniero di qualcosa o di qualcuno; Dove sei, è una romanza d’amore per tre voci; e infine gli ultimi tre tabù : I misteri di un’anima, qui riproposta per quintetto in una nuova versione nata quasi per gioco in studio buona la prima ; A mani nude è il canto antico dell’uomo che sfida il destino ed infrange le leggi della razionalità e scala le montagne e prende a botte un gigante, tutto a mani nude; e infine l’ultima, trascinante, Cammino nella notte, altro brano riproposto dal precedente lavoro e tra i più trasmessi di Remo, già usata in tanti servizi televisivi da tutte e tre le reti Rai e così tanta scaricata da internet da finire sigla di video e documentari di tutti i generi nel mondo di internet e su You tube, qui risuonata in una versione molto clubbing con un solo di trombone con la sordina in coda.
IL LIVE DI TABU’
Da non perdere poi lo spettacolo dal vivo di Remo Anzovino che accompagna l’uscita di Tabù, in trio con pianoforte, chitarra e fisarmonica, accompagnati da immagini in bianco e nero di classici film anni 30-40. Un concerto originalissimo dove è la musica che viene commentata dalle immagini, da spezzoni di film montati in sequenze differenti rispetto all’originale, come in un originalissimo montaggio parallelo, che ha la funzione di rendere ulteriormente visiva e tridimensionale la musica. Immagini come colonna visiva della musica.
Remo Anzovino e il suo trio suonano spalle rivolte al palco, senza mai guardare le immagini che scorrono dietro di loro. Immagini che parlano la lingua del cinema e della memoria, sequenze da Nanook, celebre pellicola di Flaherty, da Lulù il vaso di Pandora di W. Pabst con l’icona al femminile e modernissima Louise Brooks, poi l’omaggio fotografico alla grande e rivoluzionaria fotografa Tina Modotti, intercalata con sequenze da Que Viva Mexico di Eisenstejn ed ancora Metropolis di Fritz Lang, il Nosferatu di Murnau, alcune slapstick di B Keaton e il Tabù di Murnau e Flaherty, leitmotiv portante di tutta la nuova opera di Anzovino.
Non è un caso che siano sempre dippiù i festival musicali che ospitano il suo spettacolo e la sua musica: da Ravello Festival, a Umbria Jazz Winter, da Villa Ada incontra il mondo a Radioincontri di Riva del Garda, dall’Auditorium Parco della Musica al Festival delle colline, dal Napoli Jazz Festival all’Italian Dvd Awards fino alla scorsa Mostra del cinema di Venezia dove ha tenuto un grande concerto dentro una delle sale del mitico Hotel Excelsior su invito dell’Ente dello Spettacolo.
A sole 48 ore dall’inserimento di Tabù nello stores di I tunes (15.9.08) e prima ancora dell’uscita nei negozi:
1° posto assoluto nella classifica degli ALBUM jazz italiana.
2° posto assoluto nella classifica dei SINGOLI jazz italiana con il brano Tabù
www.remoanzovino.it
www.myspace.com/anzovinoremo
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